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Pericle Fazzini - Lo Scultore del Vento (Ungaretti)
"La morte e la vita sono la medesima cosa,
fanno parte dell’infinito mistero in cui gli uomini e i piccoli invisibili
insetti hanno lo stesso peso, in un sempre più misterioso universo che
non si logora mai".
Nasce
a Grottammare (AP), il
4 maggio 1913 da Vittorio e Maria. Giovanissimo, inizia a lavorare nella
falegnameria di famiglia, accanto ai numerosi fratelli, apprendendo a
intagliare il legno e dedicandosi alla scultura nei momenti liberi. Intorno
al 1929 il poeta Mario Rivosecchi, compaesano di Pericle e amico di famiglia,
convince il padre a assecondarne il precoce talento, inviandolo a studiare
a Roma. Gli anni tra il 1935 il 1938 sono piuttosto difficili. Con il
denaro del premio vinto alla quadriennale lo scultore prende in affitto
lo studio di via Margutta dove lavora per il resto della sua vita. Si
isola dallambiente artistico romano, realizzando in solitudine alcuni
dei suoi massimi capolavori, come il Ritratto di Ungaretti. Nel giugno
1940 sposa Anita Buy, la scrittrice a cui era da tempo legato, poco dopo
parte per il servizio militare. Congedato il 18 settembre del 1943 fa
ritorno a Roma., dedicandosi ad una importante scultura appena iniziata
allo scoppio della guerra: il Ragazzo con i gabbiani. Pensando a sculture
come questa Ungaretti definì Fazzini "lo scultore del vento".
Nel 1952 tiene una personale alla Alexander Jolas Gallery di New York,
inaugurando un periodo di attività in campo internazionale. Nel 1954 partecipa
alla Biennale di Venezia con una personale che gli vale il primo premio
per la scultura. Lanno dopo ottiene la cattedra di scultura allAccademia
di Firenze: vi insegnerà per quattro anni, pur continuando a risiedere
a Roma. Successivamente insegnerà nellAccademia di Belle Arti di
Roma (1958-1980). Del 1964-65 il bozzetto per un mai realizzato Monumento
a Kennedy: doveva essere una grande stele (30 metri di altezza) con tagli
e fenditure nel senso della lunghezza che scoprivano, in controluce, il
profilo di Kennedy (una prova in dimensione ridotte, successivamente intitolata
Metamorfosi e fusa in bronzo, venne donata anni più tardi alla sua città
natale Grottammare). Nel
1970 inizia lavventura della Resurrezione, la grande scultura per
la Sala delle Udienze in Vaticano, che per la sua portata storica può
essere considerata come il punto di approdo di tutta la sua ricerca. La
genesi della scultura è piuttosto lunga: i primi contatti con il Vaticano
si ebbero nel 1965, ma la decisione finale arriva solo nel 1972, grazie
allintervento personale di Paolo VI. I1 lavoro e la successiva fusione
richiesero quasi sette anni, fino allinaugurazione che avviene il
28 settembre 1977. Cristo emerge da una composizione di elementi naturali,
in basso roccia, radici, rami contorti di ulivo, più in alto nuvole e
infine unampia corona di saette. Durante le ultime fasi di lavorazione
(nellagosto del 1975) lartista, provato dalla grande fatica,
viene colpito da trombosi. La ripresa avviene lentamente e i suoi ultimi
anni trascorrono in relativa tranquillità, tra lo studio di via Margutta
e la casa costruita a Grottammare
presso un bosco di querce secolari. Fazzini si dedica soprattutto
ai bronzetti, allincisione e anche a raccogliere i molti scritti
e appunti. Muore a Roma il 4 dicembre 1987. In uno dei suoi ultimi appunti
si legge: "La morte e la vita sono la medesima cosa, fanno parte
dellinfinito mistero in cui gli uomini e i piccoli invisibili insetti
hanno lo stesso peso, in un sempre più misterioso universo che non si
logora mai".


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